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venerdì 12 dicembre 2014

L’uomo con le mani in mano

Sognano o son desti?

A Voghera, sul marciapiedi davanti al portone della propria abitazione, orario 8.30-12.30 e 15.05-19.30, un uomo se ne sta con le mani in mano.
Ai non rari passanti egli chiede: “Hai mica 100 lire?”
I passanti o non lo degnano di attenzione oppure lo guardano ovviamente.
Alle 12.30, dal balcone dell’appartamento al secondo piano, la moglie (che è la celebre casalinga di quella cittadina) gli dà una voce per avvisarlo che il pranzo è quasi pronto.
Sarà propriamente pronto soltanto verso le 12.50 circa; all’uomo servono almeno 10 minuti per lavarsi le mani in mano prima di mettersi a tavola.
L’uomo (meglio precisare: è l’ uomo di Voghera, non noto quanto la moglie, ma destinato – secondo molti – a diventarlo prima o poi, forse inevitabilmente) consuma il pasto tuffando il muso nel piatto, ché delle mani, in mano, non si può servire.
Dalle 14 circa alle 15, invece, in punto, egli schiaccia un pisolino sul fianco destro, tenendo le mani in mano. Fino a qualche tempo fa, per sicurezza, se le faceva legare dalla moglie per scongiurare imprevisti. Ora questa precauzione non ha più senso.
Alle 15.05, egli è di nuovo in strada. Fino alle 19.30 ripeterà la sua domanda ai non rari passanti: “Hai mica cento lire?”, e sempre le mani in mano, ché i passanti 100 lire non ce le hanno mica. E se anche ce le avessero – viene da dubitare – chissà se… Ma questo non ci riguarda.
Alle 19.30 – non sempre in punto – la moglie, affacciandosi alla finestra, lo chiama per la cena.
Che egli consuma nel modo già descritto. A Natale e per il 1° maggio, invece, pranzo e cena lo imbocca la famosa donna. Colazione no, però.
Dopo cena, l’uomo con le mani in mano e la moglie discutono: può essere del più e del meno, può essere di finanza ed economia: laddove, per esempio, la donna è fortemente contraria all’uscita dell’Italia dall’euro, il marito si dichiara fortemente favorevole a questo seppur – per certi versi – doloroso atto di revisione.

sabato 2 agosto 2014

Per un pugno di 80 euri

Autunno 2014. Matt Raunchy, sceriffo del Kansassiti Uanaghenà,
un po’ imbolsito ma autosufficiente, in fuga dalla collera dei paisà
con ciascuno dei quali è in debito di US $ 107,452 (pari a € 80,00)
in seguito a mancato pagamento di scommessa (perduta).
(Illustrazione di Stefano Baratti).
io posso:
- fare castelli di sabbia in riva al mare (in alta stagione, tipo come oggi) per una giornata, forse due, data la desertificazione delle spiagge dovuta ai segnali di ripresa;
- costruire autogatti e mototopi con gli stecchini (di quelle raccolte che il primo numero è in edicola il 16 agosto e gli altri numeri non li vedi mica);
- e parlare con Pablo, naturalmente.


Inoltre, su amazon, io posso comprare, fra l’altro, un’elettrosega, le scarpe kawasaki, nonché quasi 10 copie di Per un pugno di dollari in dvd e, ho calcolato, 3,51493848858 blu-ray della versione restaurata, con doppiaggio originale d’epoca (“Enrico Maria Salerno e Carlo Romano in primis”, dice un acquirente verificato). E me ne avanza per parlare con Pablo.
Del fatto che lui lo ha scaricato a gratis. Io sono contrario. Lui è favorevole. Ma perché si fa pagare per parlare con lui? Questo non l’ho capito.

Con un pugno di 80 € io posso:
- pagare la multa per non avere pagato il canone rai fulminei che invece ho pagato, ma siccome sono più di un pugno di 80 euri, il resto me lo presta Pablo, con interesse del 70 %. E se non sono puntuale, dice che rimpiangerò il giorno che non ho pagato il canone. Che però io ho pagato. Hai le fotocopie? mi chiede Pablo. Veramente io. E allora statti zitto. Sempre a disposizione, comunque.

Per un pugno di 80 euri io posso:
- tradire mia moglie con le donne che conosce Pablo: lui fa e io guardo. Lui dice: per un pugno di 80 euri non pretenderai mica? No, io non pretendo. Come vedete, io posso parlare con Pablo.

Con un pugno di 80 € io posso:
- comprare un abbonamento per il torneo del combattimento dei galli: 2 match, contando che uno si paga 40 euri. Tuttavia posso chiedere a Pablo: sai se i galli li buttano o cosa?… Li buttano, mente Pablo. Lui ha l’esclusiva dei galli crepati, che sua moglie, benché cornuta, glieli prepara tipo amburghesi; non so come, ma li restringe, come fanno certi cacciatori di teste con le teste. Sicché da un gallo italiano, ne risultano tipo 3 amburghesi.

Ieri è successa una cosa brutta, triste: è morto Pablo. Lo hanno rinvenuto in un vicolo malfamato. Ma non l’hanno potuto far rinvenire. Era stecchito, freddo. Secondo gente che gli vuole male, si è trattato di un regolamento di conti fra strozzini.
A parte che non credo a questi infami, mi dispiace che non potrò più parlare con Pablo.

Con un pugno di 80 euri io ho potuto:
comprare un cuscino per Pablo, ma senza scritta ricamata, che costava troppo. Un cuscinetto piccolo, di quelli che conta il pensiero. Avrei fatto la corona, ma mi veniva a costare circa 2 pugni di 80 euri. Il beccamorto si è come risentito del mancato acquisto. Certo che se Pablo era vivo, me li avrebbe prestati lui. Ma che sciocco che sono: se è morto, come…

Stamattina a momenti mi prende un colpo. Suonano alla porta, vado ad aprire e mi vedo davanti indovinate chi? Pablo. Sì, in persona, in carne e in ossa.
Non faccio in tempo a riavermi, che Pablo mi fa: “Guarda che mi devi un bel pugno di euri”, tira fuori un taccuinetto e legge: “190,35, per la precisione”.
Io, sconvolto, incredulo, ammutolito, insomma fuori di me, balbetto: “Ma Pablo… Tu eri morto, ti ho visto con i miei occhi nella cassa… e tutti che piangevano, disperati… e tua moglie, poverina… e … e il cuscinetto, a proposito, non ti sarai offeso perché non c’era il ricamo con…”
“Senti, non menare il can per l’aia, sgancia gli euri che mi devi se no ti faccio rimpiangere il giorno che sono morto”.
“Pablo, amico mio, veramente in questo momento sono un po’ a corto… se magari tu non morivi… io magari ti potevo dare gli euri che ho speso per il cuscino, oppure…”
“Quanto hai in tasca?” fa lui secco.
“Veramente… c’avrò fa conto 5-6 euri”.
“Quando un uomo con gli euri incontra un uomo senza euri, quello con gli euri è un uomo morto”, dice sibillinamente Pablo.
Poi non ricordo più nulla.
Per 5-6 euri, io ho potuto:
- beccarmi un pugno (non di €, ovviamente) in faccia da parte di Pablo, di quelli che magari anche lui si è rovinato le nocche.
Eppure era morto. Non mi raccapezzo.

Verso sera, vagando per la città con la faccia sanguinante, fuori da un bar ho sentito provenire un canto: “Hanno ammazzato Pablo, e Pablo è vivo”.
Allora ho capito tutto. E a gratis.


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