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mercoledì 2 aprile 2014

F-35, un tasto dolente

A nostro modesto parere, i possibili punti di collocazione dell’F-35.
È la più interessante novità di Widows Apocalypse (“Apo”, per gli amici di wid), OS che il kolosso di Rodomont dovrebbe introdurre intorno al 2025: si tratta di un tasto posto sotto la tastiera del vostro pc (posto – non il tasto – che in quell’anno il pc dovesse esistere ancora nella sua attuale concezione – ma a Rodomont sono fiduciosi fino all’incoscienza, intesa come “unconsciousness”), lockato al momento dell’installazione di Apo, ma che ovviamente si può sbloccare previo pagamento (si parla di un toolino unblocker beta sui 300,000 [300mila] $), e che, una volta attivo (e premuto in combutta con il vecchio, caro CTRL – che tuttavia verrà aggiornato alla versione CTRL plus+ 0.0 [=0]: ma non aspettate l’ultimo momento, fate l’upgrade entro il 31 dicembre 2024) darà all’utente la possibilità di liberarsi di un altro utente che gli/le stia sulle palle – per dire palle a palle e win-o al win-o.
Ma vediamo di capire meglio la faccenda.

Gimmick particolarmente user-friendly, il suo utilizzo è semplicissimo. È sufficiente dotarsi del necessario. Per portare a compimento la missione di F-35, naturalmente bisogna essere in grado di navigare. A questo scopo, basta una speciale connessione (vrs. beta: Widows Blow-Up Unfriendly: si mormora di chiavetta [denominata un po’ nostalgicamente “Key LaVista”], durata 3 minuti ca., costo previsto 150,000 $: per il momento spara un colpo solo; ma è ricaricabile, per così dire, al costo di 60,000 $ – al colpo).
Quando tutto è bell’e configurato, è sufficiente individuare il computer della vittima (protetto tuttavia da Widows Firewall Stronghold: beta: costo: 30,000 $, costituito da una fortezza informatica virtuale – con tanto di fossato in cui sguazzano squali Widows Sharky, applicazioncine acquisibili al costo di 15,000 $ per sharky – munita di cannoni ad avancarica controwidows (Widower 0.0) virtuali a una palla [applicazioncina detta Monorx, beta, costo previsto al pezzo: 7,500 $], con tanto di scovolo (“Swabby”) per pulizia e deframmentazione della canna da inserire nella bocca (costo applicazione swabby: soli $ 3,250 – ma si possono trovare anche usati su ammmazzon, a costi talmente irrisori da scatenare una ridarella per giorni e giorni, senza limiti di tempo) del cannone ma, volendo, anche tua (se sei di bocca buona: il toolello “mouth cleaner” viene fornito gratuitamente se acquisti due swabby di seconda mano; e bada bene: puoi scegliere fra “swabby pink” e “swabby blue”, rispettivamente per femminucce e maschietti. Ovvio che se sei un feticista, tenderai a procurarti la versione del sesso opposto). Inoltre, per 1 (si dice UNO o UN!) $ puoi acquistare serventi ai pezzi NON VIRTUALI (trattasi di disperati in ossa [e un minimo di carne] oltre la soglia non solo della povertà, ma soggetti postkeynesiani, che accettano di svolgere questo servizio dopo essersi mangiati la famiglia [quelli che ne avranno avuta una – in caso contrario, Widows vi metterà a disposizione “Family Maker”, un tooluccio delta per farvi una famiglia e poi mangiarvela] e un paio di arti) che faranno tutto in vece del possessore del pc. Così manco ci si sporca le mani.

La parte più difficoltosa, superfluo sottolinearlo, è violare questo firewall. Non preoccuparti: il kolosso di Rodomont, a passi lievi, ti viene incontro, prospettandoti un’applicazioncina controfirewall prodotta da Widows stessa, in partnership con Morton De Fame-De Luxe, chiamata “Masoch Apocalyppa” (sempre 0.0); prezzo previsto (gamma): 200,000 talleri nordamericani. (Da notare che, se si esce dall’euro, per adottare l’arpa, tutti i costi sono da considerare dimezzati, una volta calcolato il cambio: per gli italiani in particolare sarebbe un affarone!).
A questo punto, in teoria, saresti pronto all’azione. Ma non va dimenticato che il tuo obiettivo si sarà a sua volta dotato di contro-masoch Apocalyppa di ideazione widowsiana: si tratta, per l’esattezza, di BlowItUp YR-S capace di neutralizzare qualsiasi contrattacco informatico. Costo approssimativo del tooletto di difesa: 400,000 bucks (ma da tenere sempre presente la questione euro-arpa).
È vero che a questo punto il complesso di parainphernalia dell’OS potrebbe risultare un acquisto proibitivo a livello di massa, ma soprattutto si potrebbe innescare uno stalling tale da non permetterti di completare la tua missione, ossia CTRL+F-35 e boom! Gli uomini – e le donne – di Rodomont si stanno infatti attivando per vedere se ci sia modo di ovviare a questa problematica. Per il momento non si sa cosa bolle in pentola (verosimilmente le bolle), ma fonti accreditate parlano di un progetto che non mancherà di spezzare questo circolo vizioso, vale a dire Widows Eternity, sostanzialmente una versione dell’Apo con le stesse funzionalità, ma a costi raddoppiati. Il che parrebbe illogico, ma non sottovalutare le sinapsi diaboliche di questi postcursori di Blade Runner: il loro evangelico (e mentre scriviamo inconfessato) intento di fondo è quello di impedire che l’OS capiti in mano alla massa (che, essendo emotiva, chissà cosa potrebbe combinare...), puntando piuttosto ad equipaggiare innanzitutto i “reasonable few”, cioè governi, istituzioni, enti (utili e inutili), stati e futuri.
(Il Regno d’Italia ha già prenotato l’acquisto di 16 milioni di OS con il tasto F-35. Pur non sapendo spiegare perché. Costo previsto: fatti tu due calcoli. Il Presidente di Widows, William Semimolli T. Cancello, si è detto soddisfatto. A giorni avrà un incontro con il Re d’Italia, probabilmente da tenersi a Teano. Ma non si esclude Canossa. Illustrerà al Sovrano il senso dell’operazione riferendosi all’opera omnia di Edward Lear, poeta-informatico cui il Cancello si ispira).
Ad ogni modo, nell’immediato, l’acquirente privato non avrà notifica esplicita delle (apparenti?) contraddizioni dell’OS. Egli fungerà da sperimentatore (a ogni possessore del Widows con tasto F-35, verrà impressa sulla fronte, a caratteri argentati, l’etichetta “Me
Ginii Piggu”, con una modesta spesa aggiuntiva di $ 990,89, ché sempre di argento si tratta, mica di carta stagnola...). Widows, oltre a fornire assistenza agli utenti in difficoltà presso suoi centri privati di détente shareware (“one small step for [a] man, one giant leap for Widows” – ha coniato W.S.T. Cancello), creerà per gli stessi appositi forum. E brecce. A colpi di cannone.

Il Re d’Italia (mangiatosi la famiglia e buona parte di se stesso),
collegato come periferica a un tablet Widows Apocalypse 0.0
a rotelle, comunica al Capo del Governo Italiano in Esilio
le sue prime impressioni sull’“attrezzo” (come lo definisce in
un’ardita commistione di modernità e antiquariato ravvisabile
anche nel telefono di foggia vetusta, pur rettogli
da un braccio androide).
(Illustrazione di Stefano Baratti).

RIASSUMENDO:

PROs:
- movimentazione di un numero incalcolabile di diseredati e reietti che troveranno collocazione nella fortezza virtuale (sia come serventi che come servitori – di un padrone). As a result, avremo azzeramento della disoccupazione a livello planetario;
- creazione di numero infinito di Widows, Widowers (e Orphans – ci permettiamo di far presente ai thinker-tanker di Rodomont).

CONs:
- il kolosso si è dimenticato di comunicare il prezzo dei cannoni (non saranno mica freeware? “one giant leap for mankind, one ultimate slip-up for Widows”...).
- se per caso qualche hacker dovesse essere punto da vaghezza e smanettare un attimo con CTRL+ F-35, azzererebbe pure lui – a modo suo, s’intende – la disoccupazione a livello planetario. Boom!

PS: quanto fa F - 35? Widows Apocalypse – sottolineano le truppe di Rodomont – è arricchibile di applicazioncina, detta “Qa-Balah Calculator”, in grado, fra l’altro, di svolgere operazioni alfa-aritmetico-matematiche di complessità inaudita, quali, per l’appunto, la sottrazione di un numero da una lettera (e, ovvio, viceversa), all’irrisorio costo aggiunt… OK, d’accordo… non scaldatevi… sarà per un’altra volta.

sabato 22 febbraio 2014

L’uomo che tossiva dal 1946

E come se la ride, mo’!
È notizia di oggi – di pochi minuti fa, anzi – che Alarico von Falkusfava, l’uomo che cominciò a tossire il 3 giugno 1946, all’indomani del Referendum che vide la non vittoria della Monarchia a detrimento della non sconfitta della non Monarchia, ha improvvisamente smesso di tossire.
(Chapeau!)
 

In questi quasi 68 anni, il suo curioso disturbo (l’origine del quale non è stata mai accertata) ha causato l’esaurimento nervoso di circa 2.553 persone che hanno avuto a che fare con lui. Fra costoro si sono altresì registrati numerosi decessi, secondo alcuni medici, che seguivano – da debita distanza – l’intossicato, direttamente o indirettamente connessi alla degenerazione degli stress neurosi in disorientamento culturale.
In questi lunghi e martoriati decenni, più volte avvicinato dalla stampa – sia garantista che forcaiola – per essere sottoposto a un’intervista, Alarico mai fu in grado di soddisfare le cortesi richieste a causa del flagello che gli impediva di parlare.
 

La tosse è stata per il von Falkusfava motivo di innumerevoli disagi, tra cui quello di non potere apprendere – sino ad oggi – gli esiti del Referendo, sia per connaturata mancanza di interesse nell’evento, sia per il frastuono della tosse (che lo rendeva sostanzialmente non udente), nonché per i violenti fremiti che questa gli provocava, incapacitandolo (verbo ampiamente improprio) a leggere un giornale o a guardare la tv.
Ha inoltre, in un primo momento, perso i denti, e, in un secondo, la dentiera (applicatagli con notevoli sforzi da un dentista-guaritore filippino, deceduto dopo l’intervento), senza mai – a differenza del fortunato Bruce Dern – ritrovarla, pur avendola cercata presso un binario triste e solitario.

Siamo ansiosi di incontrarlo per sapere almeno due cose fondamentali:
1) come sia riuscito a sopravvivere per tutti questi anni senza nutrirsi;
2) cosa pensi di Massimo Cacciari.

Possiamo anticipare che alla miracolosa guarigione è subentrato un riso quasi (per fortuna quasi, wow!…) ininterrotto, iniziato subito dopo che il vegliardo ha appreso i risultati del Reverendo di cui sopra.
Confidiamo di fargli altre domande circa la sua inusuale esperienza, sulla quale ci (più che vi… e a chi gliene cale una mazzeruola…) terremo informati e che – se Iddio vorrà – potrebbe risultare in un libro che non ci dispiacerebbe intitolare L’uomo che tossiva dal 1946, senzameno destinato al dimenticatoio.

(O forse è meglio L’Uomo che tossì per quasi 68 anni? eh? che ne dite? Cominciate a spammare il blog, anziché prendervela sempre con questo povero diavolo, forza!).


Illustrazione di Stefano Baratti.